mercoledì 14 novembre 2012

DIARIO DI BORDO: SEPULVEDA vs CIRCOLETTO

Finalmente eccoci qui, post-incontro a lasciare al mondo e a chi interessa, il nostro giudizio su Sepulveda!
L'incontro del Circoletto ha fatto emergere con più o meno fervore che sicuramente Sepulveda è uno  scrittore molto diverso da quel che ci aspettavamo...DICIAMO CHE è STATO UNA SCOPERTA! Bella o brutta è dipeso molto dai libri che casualmente ci son toccati!
Vi riporto le nostre recensioni:


FRENCI


“L’ombra di quel che eravamo” è la storia di un incontro di tre amici, Lucho, Lolo e Chaco, che si ritrovano a Santiago del Cile dopo trent’anni, perché convocati dal loro leader rivoluzionario detto “l’Ombra” a compiere un atto rivoluzionario. I tre personaggi sono nostalgici del regime di Allende nelle cui file hanno militato e rivivono momenti ed esperienze condivise e nonostante, siano stati segnati da profondi cambiamenti nel corso delle loro vite, continuano a credere fermamente nei loro ideali politici. A fare da sfondo all’incontro sarà un omicidio che coinvolgerà proprio il personaggio detto “l’Ombra”, ucciso da un giradischi lanciato dalla finestra da una moglie durante un litigio col marito, e che gli impedirà di presentarsi all’appuntamento.
L’autore descrive con crudezza (derivante dalle esperienze di vita passata) i personaggi, ma al contempo con dolcezza legata alla nostalgia del passato. Lo stile è asciutto e alcune volta anche ironico.
RAFFA
“Al andar se hace el camino se hace el camino al andar” (è camminando che si fa il cammino”- Antonio Machado): così si apre “Patagonia Express” di Luis Sepulveda, raccolta di appunti del suo viaggio in America Latina, organizzato assieme all’inglese Bruce Chatwin, famoso viaggiatore e scrittore inglese, sulle orme orme di Butch Cassidy e Sundance Kid, i celebri fuorilegge che si ritirano, alla fine della loro “carriera”, proprio in questa parte del mondo.
Sepulveda scrive in modo molto diretto e fluente e “Patagonia Express” si legge molto velocemente, ma non tratta di una vera storia, in quanto è il viaggio stesso il protagonista, rendendo infatti il libro molto descrittivo e particolareggiato.
L’autore è sicuramente molto abile nel trasmettere i colori, gli odori delle terre che esplora durante il viaggio, ma dal mio punto di vista, è difficile parlare di un vero e proprio “romanzo”, così come affezionarsi ai personaggi, perché trattandosi di un “diario di viaggio” non c’è una grande caratterizzazione di questi ultimi, o aneddoti relativi alla loro vita ed ai loro trascorsi che ci permettano di renderli a noi “cari”.
In conclusione, direi che lo stile di scrittura di Sepulveda mi piace perché è molto scorrevole, ma che questo non era decisamente il libro per me 

LALLA

(le recensioni di "LA FRONTIERA SCOMPARSA" e di "DIARIO DI UN KILLER SENTIMENTALE" son già state postate singolarmente)






FABI
    Magari è stata semplice fortuna, o il leggerlo in lingua me l’ha fatto sentire più intimo, ma Desencuentros l’ho adorato!
    Raccolta di racconti d’amore (titolo italiano “Incontro d'amore in paese di guerra”), suddivisi in diversi temi: l’amore per un amico, per il tempo, per la guerra, per i sogni.
    Il primissimo cuento della raccolta è di gran lunga il mio preferito. Si basa sulla descrizione di un famoso fachiro da parte di un suo vecchio amico. In un crescendo di insoddisfazione e disdegno, il narratore racconta tutto ciò che ha fatto per fargli imparare l’arte dell’inganno, dalla creazione del mantello all’acquisto dell’alcol per i giochi con il fuoco. Il fachiro è debitore al narratore di tutto ciò che ha. Ma il lettore - a poco a poco - scopre che tutta la rabbia ed il disprezzo celano un enorme senso di colpa, il dolore di un amico che compiange il suo caro fachiro, a cui ha insegnato un’arte mortale.
    Non mi ha stupito leggere che l’autore, in gioventù, ha studiato in Germania, è proprio qui che è ambientato il cuento più romantico, quello di una coppia di innamorati rimasti lontani per 15 anni, in una Amburgo divisa dalla guerra, che contano le ore ed i secondi che li separano.
    In uno dei cuentos più intensi, poi, l’autore racconta la difficoltà di elaborare il lutto per la perdita della persona amata, e le vicissitudini di un animo inquieto che riesce ad abbandonarsi alle lacrime solo grazie alla fisicità, sensuale e materna allo stesso tempo, di un donnone di nome Mamà Inés.
    Tutti i personaggi di questi racconti, tra loro così diversi, hanno in comune un animo malinconico ed una quotidianità con cui è impossibile non immedesimarsi, perché tutti, prima o dopo, ci siamo sentiti sopraffatti o sconfitti dall'amore.


FLA'





TheDream . 1910, by H.Rousseau

Luis Sepulveda (Ovalle, Chile, 1949)

Ciò che più mi incuriosisce di un autore  - ancor prima di iniziare a leggere le sue opere - è la sua biografia, quella che di solito si trova sulla quarta di copertina e che mi scopro  a sbirciare quasi di nascosto, non avendo ancora deciso se il “colloquio” con il libro bisogna farlo prima o dopo la lettura del curriculum...

Tra le esperienze di vita di Sepulveda (classe 1949), si annoverano avvenimenti che pochi possono avere la fortuna di poter raccontare: lavorare nell’amministrazione del dipartimento della cultura per Salvador Allende, sfuggire alle prigioni di Pinochet per ben 2 volte(ed in prigione imparare frattanto il tedesco), fondare compagnie teatrali in diversi paesi, studiare la vita degli Indiani in Ecuador per l’UNESCO, combattere in Nicaragua al fianco di Bolivar e, successivamente, trasferirsi in Germania  per lavorare come giornalista ed infine salpare sulle navi di Greenpeace….

Raccolgo la mandibola ormai caduta a terra e  mi accingo a sfogliare le pagine di una persona degna del pantheon degli eroi …il libro è dell’1989, anno fatidico per storia mondiale.
Passando dalla biografia all’opera,  “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore“  stupisce per la semplicità del linguaggio e per  stile narrativo con cui Sepulveda descrive le vicende di  Antonio José Bolívar Proaño. Il  “vecchio” legge romanzi d’amore  sullo sfondo di un paesaggio che sembra dare sfogo a tutto l’immaginario esotico-latino- americano delle menti occidentali – e non a caso il villaggio in cui è ambientato si chiama El Idillio. La narrazione pare avere luogo in un quadro di Henri Rousseau- pittore francese di terre lontane, sul cui suolo non ha mai realmente messo piede. Lo stile naïf dei suoi dipinti – che nella maggior parte delle volte accompagnano le copertine scelte dagli editori dei suoi libri -corrisponde allo stile della narrazione di Sepulveda.

Nel tranquillo villaggio ecuadoriano,  appare improvvisamente una minaccia, sotto forma di un tigrillo, un felino  pronto a vendicarsi degli uomini che han distrutto la sua cucciolata. Il vecchio Antonio Josè è un esperto conoscitore della foresta, i cui segreti gli sono stati svelati dagli indiani Shuar, con i quali ha convissuto alcuni anni (e qui ritroviamo l’esperienza di vita dell’autore). Malvolentieri il vecchio mette le sue conoscenze a disposizione degli uomini del villaggio, vi è quasi costretto da un ricatto del sindaco.
Antonio sente l’arrivo del tigrillo come la giusta punizione per la ὕβρις degli uomini, per la loro mancanza di rispetto verso la natura.
Da un lato, lui si sente più vicino alle leggi della natura che a quelle degli uomini e comprende il dolore del tigrillo e la sua vendetta. Dall’altro, per ritrovare la pace, sia la propria che quella del felino impazzito, sa che non esistono altre vie se non quelle della morte.
Lo scontro con la femmina del tigrillo appare una sfida tra pari, entrambi sanno di doversi affrontare ma si rispettano. La narrazione dei fatti si compie con scrupoloso realismo: il comportamento degli animali, le strategie di caccia, gli ambienti nella foresta che sono rappresentati…La tecnica narrativa adottata per rappresentare lo stato d’animo del protagonista è quella del soliloquio.
La morte dona la libertà all’animale, ma non ad Antonio. Il vecchio tornerà a leggere i suoi romanzi d’amore, nell’attesa della sua fine.  

Questo è stato il primo romanzo da me letto in spagnolo (con l’aiuto della traduzione a fronte, naturalmente) e credo questo abbia aggiunto colore alle parole che gli occhi scorrevano.
Sebbene lo stile non sia sofisticato, credo che sia proprio questo il pennello più adatto a dipingere il quadro di questa storia.
Aggiungo  una foto di Sepulveda.
Io non sono fisionomista, anche i volti di persone a me vicine, talvolta passano a me indifferenti per strada,  però la curiosità mi spinge, una volta letto un libro, a guardare il viso dell’autore. Probabilmente non lo riconoscerò qualora lo rincontrassi in qualche foto, ma, anche se per poco, cerco di ritrovare tra le sue rughe, nella sua espressione, una parte di Antonio José. 






"Nessuno riesce a legare un tuono, e nessuno riesce ad appropriarsi dei cieli dell'altro nel momento dell'abbandono".
 

domenica 21 ottobre 2012

"La frontiera scomparsa"...COME LA VOGLIA DI LEGGERE!

Poteva essere, ma NON E'!...DECISAMENTE..

Che dire?
Poteva essere un amore, una fortunata scelta o anche solo una piacevole scoperta..invece è un SBRIGARSI PER LIQUIDARLO!

SEPULVEDA stilisticamente mi piace..per il resto non lo capisco proprio!

Ha l'impronta di quegli scrittori o poeti politicamente impegnati e impregnati che sommergono e affondano il lettore in quelle tristi storie comuniste in cui puoi persino sentire i morsi della fame di libertà di compagni che perdono la felicità, il benessere e la vita. Un ideale che ricopre ogni cosa, un ideale che i personaggi respirano dall'infanzia ed invece di vivere passano il tempo a complicarsi la vita. Si contendono miserie per diventare eroi senza fama nè gloria, dimenticati a causa della paura imperante di quegli anni, di quei posti, di quei pensieri. Rotolano nell'infelicità, nell'insoddisfazione e nella fame di così tante cose che persino i sentimenti hanno il buco allo stomaco e i discorsi hanno fame di tutte quelle parole in più che solo chi ha la pancia piena riesce a dire. A tratti anche il paesaggio perde quella bellezza aspra e selvaggia, divenendo gelido e divorato dal vento.

Sarò sicuramente priva di ambizioni e buona solo a leggere romanzi d'amore, ma continuo a pensare che argomenti meno malinconici, nazional-popolari ed eroicamente comunisti mi conquisterebbero di più.

Mi intriga il suo stile schietto, tagliente e fresco (potrei direi anche glaciale), nel trattare situazioni tragiche e toccanti..è come se quell'ideologia abbia rapinato sogni, serenità e persino dal vocabolario le parole più dolci o quantomeno felici. Ci son passaggi toccanti in cui la disperazione regna sovrana a pensarci bene, ma la scelte di certe parole piuttosto che altre ha come risultato che il tutto sia scarnamente freddo, con parole misurate, contate.
Sembra di leggere attraverso un filtro per cui è impossibile arrivare a sentire il calore...e quel che è più triste è che sembra che lo stesso filtro ci sia tra anima e penna dell'autore per cui sia lui che i personaggi son lontani..

La frontiera è scomparsa, così come il calore di corpi ed emozioni, la felicità poi sembra non esser mai approdata in quelle terre...  c'è uno sprazzo di speranza e di serenità solo gli ultimi 3 capitoli... dove la storia diventa più scorrevole e positiva.

Ho letto tutto con molto impegno, per entrare in meccanismi e personaggi con cui non ho nulla in comune... la voglia di leggere aveva un battito sempre più debole, amo la lettura che mi porta in posti lontani, ma non da nessuna parte! Ho tirarto avanti per concludere 63 pag che mi  son sembrate 63000, ed ad esclusione dell'ultima parte che ha risollevato le sorti del libro, posso dire che di certo non è il mio scrittore preferito!


frasi carine di questa lettura:


"Un tempo era cosi facile andare nel paese della felicità. Non era su nessuna cartina, ma sapevamo tutti come arrivarci."
"Allora lo sguardo del vecchio trapasso la mia pelle, percorse ciascuna delle mie ossa, usci sulla porta, per strada, sali e scese le colline, rivide ogni albero, ogni goccia d'olio, ogni ombra di vino, ogni traccia cancellata, ogni serenata cantata, ogni toro sacrificato all'ora fatidica, ogni tramonto, ogni tricorno che si era piantato insolente davanti all'eredita, ogni notizia venuta da cosi lontano, ogni lettera che aveva smesso di arrivare perche la vita e fatta cosi, cazzo, ogni silenzio che pian piano si era prolungato fino a rendere certa l'assoluta lontananza."

lunedì 8 ottobre 2012

UN PRIMO SGUARDO SU LUIS!

Senza volermi troppo esporre posso lasciare al volo una mia prima impressione a caldo su Luis.
Ho appena finito di leggere il racconto in 30 pag : DIARIO DI UN KILLER SENTIMENTALE...eeeeeeeeee...Non mi ha proprio lasciato stupita ed entusiasta!!!
Sarà perchè è stato troppo prevedibile nella sua imprevedibilità, sarà perchè l'argomento che trattava era una storia troppo lontana dalla mia realtà e come genere non presto in generale molta attenzione a tale tematica...non lo so..
Liquidato in due parole , la storia trattava di un killer che nella sua ultima "uscita di caccia", prima di ritirarsi,  perde colpi e perde anche l'amore della sua "gran figa francese"!
Si può dire quasi che UMANIZZANDOSI, provando sentimenti comuni e addomesticandosi alla routine quotidiana, non riesce più a distanziarsi dal suo lavoro e comincia il suo declino verso l'inesorabile normalità delle cose. Come dire che nel momento in cui ci si CALA NEL MONDO VERO, prendendo coscienza di esso anche nella sua banalità (il fatto per lui di avere non più un covo in ogni parte del mondo, ma una casa in cui vivere con la compagna, pagare le bollette e riempire di foto), accorgendosi delle cose che ci sono intorno, accanto e in cui si vive , da un lato ci si comincia a porre domande da "essere pensante" che non agisce a comando e basta! Da un altro lato si rimane intrappolati dalla e nella "normalità" che fa sentire la sua mancanza in gesti e situazioni comuni e scontati (la mancanza e il pensiero del killer che contro ogni sua volontà rincorre sempre la sua francesina).
Il modo che ha di scrivere Sepulveda invece è "mucho macha".
Me gusta mas!
Asciutto, sintetico, ironico, irriverente puntellato nei momenti salienti da imprecazioni o parolacce!
Aspetto però il polpettone di almeno 100 pag e una discussione in CIRCOLETTO per confermare quanto detto!
Piccola annotazione: non ho sottolineato NEANCHE UNA FRASUCCIA CARINA da portarmi dietro nella vita e nei pensieri...è una storia che nella sua crudezza e velocità lascia delle riflessioni al lettore, senza aver scie di particolari giri di parole!
 

sabato 6 ottobre 2012

E CI SIAMO PURE NOI !!!

Tutto è partito dall'idea di formare un circolo lettarario senza troppe pretese!

 

Il CIRCOLETTO DI NOI ALTRE è l'insieme di 5 amiche (attualmente 6, una cara amica si è aggregata dalla lontana Svezia,), che hanno la comune curiosità di scoprire alcuni autori e di condividere il piacere della lettura con un feedback di ritorno che viene dagli spunti reciproci.
Ogni componente del circolo ha proposto una sua lista di autori


FRENCI

Stefano Benni,
Andrea De Carlo,
Niccolò Ammaniti
Daniel Pennac
Marcela Serrano
Isabelle Allende
Louis Sepulveda
John Boyne
Jonathan Coe
Nick Hornby


LALLA


Emile Zola
Virginia Woolf
Andrea de Carlo
Luis Sepulveda
Jorge Amado
Carlos Castaneda

Laura Esquivel
Pablo Neruda
Federico Garcia Lorca
Alda Merini



FLA'



Dos Passos
Gogol
Dostoyevsky
De Luca
Inamuno
Hesse
Ch. Wolf
Zola 
Stendhal
Maupassant

 
FABI

Erri De Luca
Carlos Ruiz Zafón
Daniel Pennac
David Trueba
Ken Follett
Marc Levy
Pulsatilla
Pino Cacucci
Alda Merini
Charles Baudelaire


RAFFA

Erri De Luca
Sibilla Aleramo
Stephen King
Banana Yoshimoto
Haruki Murakami
Dino Campana
Nazim Hikmet
Vanna Vinci
Goscinny e Uderzo
Will Eisner

Da queste son stati scelti gli autori comuni a due o più liste e un autore a testa per ognuna di noi, per un totale di 10 scrittori/fumettisti/poeti.
Per ora sono stati selezionati questi autori:

DE LUCA
ZOLA
MERINI
SEPULVEDA
DE CARLO
PENNAC
YOSHIMOTO
INAMUNO
EISNER
ESQUIVEL

Ognuno sceglierà un libro diverso dello stesso autore in modo che ci sia un ampio spettro sulle sue caratteristiche e maggior margine di discussione e analisi.

In questo blog riporteremo citazioni, frasi e riflessioni che ci accompagneranno nel nostro percorso letterario.